Gli ideali hanno sempre mosso il mondo. Anche in questi periodi così difficili e apparentemente lontani da ideali, vi sono individui, gruppi che continuano la loro battaglia verso un mondo migliore per tutti.
Giuseppe Mazzini assurge a simbolo di tutti gli ideali che hanno cambiato l’Italia nel corso degli ultimi centocinquant’anni, con alterne fortune e con i lunghi tempi che sempre sono necessari alla loro realizzazione. L’eguaglianza, la libertà, l’unità della Nazione, la democrazia, la Repubblica: ideali ai quali si aspirava e che oggi sono realizzati, anche se in molti paesi sono purtroppo ancora un sogno. A secondo dei momenti, il raggiungimento degli ideali sembrava ultimato, in altri appariva una chimera: l’evolversi della situazione è vissuto attraverso il colloquio dello “spirito del Popolo” e lo “spirito di Mazzini.
Le alterne vicende sono messe in scena con momenti storici significativi, alcuni dei quali (gli eccidi dei contadini in Sicilia e degli operai a Milano, le guerre, le deportazioni) rappresentano i simboli della negazione degli ideali.
La ricostruzione storica degli eventi cui si riferisce lo spettacolo è stata fatta dal gruppo degli attori, che hanno scritto i testi dei personaggi da loro interpretati.
Nell’allestimento per l’Auditorium dell’Associazione Musicale e Culturale Diapason, l’inserimento del personaggio di Ferdinando Raveggi trova la sua significativa collocazione, non solo per il luogo dove si svolge lo spettacolo, luogo da lui voluto, ma soprattutto per la sua partecipazione attiva alla realizzazione degli ideali di cui si tratta, che insieme alla cultura e l’arte, hanno permeato tutta la sua vita.